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Minsan ed EAN, i codici che rendono confrontabili i prodotti
Cosa sono il codice AIC, detto Minsan, e l'EAN, perché lo zero iniziale conta e perché i codici abbinano i prodotti tra siti diversi meglio dei nomi.
· 4 min di lettura
Lo stesso prodotto compare online con nomi diversi. Un sito scrive il formato prima del nome, un altro abbrevia la marca, un terzo aggiunge una parola come "offerta". Per confrontare i prezzi bisogna prima sapere che si tratta della stessa confezione. I codici servono a questo.
Il codice AIC, detto Minsan
Ogni confezione di medicinale autorizzata in Italia ha un codice AIC, dall'autorizzazione all'immissione in commercio. Secondo il Ministero della Salute è un numero di 9 cifre che inizia con 0 ed è sempre presente sulla confezione. Il D.Lgs. 219/2006 elenca il numero dell'AIC tra le indicazioni obbligatorie dell'etichettatura (art. 73, comma 1, lettera n).
Il codice identifica la singola confezione, non solo il medicinale. Nella descrizione dei dati aperti del Ministero della Salute le prime 6 cifre sono il codice del farmaco e le ultime 3 il codice della confezione. Due formati dello stesso medicinale, per esempio 10 e 20 compresse, hanno quindi due codici diversi.
Nel settore questo codice si chiama spesso Minsan. Anche molti prodotti venduti in farmacia che non sono medicinali, come parafarmaci e integratori, hanno un codice di 9 cifre usato allo stesso modo nei gestionali e sulle pagine dei siti.
Perché lo zero iniziale conta
Un codice non è un numero su cui fare calcoli. Se un foglio di calcolo o un database lo tratta come numero, lo zero iniziale sparisce: un codice di esempio come 012345678 diventa 12345678, di 8 cifre, e non corrisponde più a nessuna confezione.
Per questo il codice va conservato come testo di 9 cifre, dall'importazione all'esportazione. Chi raccoglie codici da fonti diverse, come pagine web, listini e file di fornitori, deve controllarne il formato prima di usarli per un abbinamento.
L'EAN e la cifra di controllo
L'EAN è il codice a barre di 13 cifre stampato sulla confezione. Lo standard è gestito da GS1, che oggi lo chiama GTIN-13. Vale per qualsiasi prodotto di consumo, medicinale o no.
L'ultima cifra è di controllo e si calcola dalle prime 12:
- si moltiplicano le cifre alternativamente per 1 e per 3, partendo da sinistra;
- si sommano i risultati;
- si sottrae la somma dal multiplo di dieci uguale o immediatamente superiore.
Un esempio con un codice inventato, 290123456789. La somma pesata è 124, il multiplo di dieci successivo è 130, la cifra di controllo è 6. Il codice completo è 2901234567896.
La verifica scarta gli errori di trascrizione: un errore su una sola cifra cambia sempre il risultato. Un codice che non supera il controllo non va usato per abbinare prodotti.
Perché i codici funzionano meglio dei nomi
I nomi cambiano da un sito all'altro per ragioni banali:
- abbreviazioni e ordine delle parole;
- formati scritti in modi diversi, come "30 cpr" e "30 compresse";
- refusi e parole aggiunte per la ricerca interna del sito.
Il problema opposto è più insidioso. Due prodotti con nomi quasi uguali possono essere diversi: un formato da 20 e uno da 40 pezzi, due varianti della stessa linea, una confezione singola e una doppia. Un confronto basato solo sul nome rischia di mettere insieme prezzi di prodotti diversi.
Un codice valido identifica una sola confezione. Da qui alcune regole pratiche:
- un codice appartiene a un solo prodotto;
- marca o formato diversi indicano sempre prodotti diversi, anche se il nome è simile;
- senza codice, il confronto deve considerare marca, nome, formato e quantità, e i casi incerti vanno verificati da una persona.
Quando i codici non bastano
Anche i codici hanno limiti pratici. Alcune pagine non li riportano, altre li mostrano solo in un'immagine, altre ancora riusano la pagina di un formato per un formato nuovo senza aggiornare il codice. Un codice valido ma riferito a un altro prodotto è più difficile da individuare di un codice non valido: per questo un abbinamento per codice va comunque confrontato con marca e formato letti sulla pagina.
Minsan ed EAN si completano. Il primo è il riferimento per i medicinali, il secondo copre anche prodotti che non hanno un codice di 9 cifre. Quando una pagina riporta entrambi, i due codici si controllano a vicenda: se indicano prodotti diversi, l'abbinamento va rivisto.
I dati aperti di AIFA
AIFA, l'Agenzia italiana del farmaco, pubblica come dati aperti, tra gli altri, le liste dei farmaci. La licenza è Creative Commons CC-BY 4.0: chiunque può usare i dati, anche a fini commerciali, con l'obbligo di citare la fonte. Sono un riferimento utile per collegare un codice AIC al medicinale e alla confezione che identifica.
In Farmetrica
Farmetrica abbina le offerte rilevate in quest'ordine: codice Minsan, codice EAN con verifica della cifra di controllo, confronto di marca, nome e formato. Sotto una soglia di affidabilità l'abbinamento è controllato da una persona. Ogni prodotto riporta il metodo di abbinamento, e i dati AIFA sono usati citando la fonte. Dettagli su farmetrica.net/metodo.